Le regole attuali valgono fino al 31 dicembre 2026. Per il microcredito lo schema conferma la garanzia all'80%: ecco cosa cambia per la liquidità e come prepararsi.

Per chi avvia o fa crescere una microimpresa, la garanzia pubblica è spesso la chiave che apre la porta della banca. Per questo le novità annunciate sul Fondo di Garanzia per le PMI meritano attenzione: la disciplina attuale resta in vigore fino al 31 dicembre 2026, salvo proroghe, e dal 2027 il Fondo dovrebbe adottare un nuovo assetto, delineato in uno schema di decreto presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a luglio 2026.
Il testo definitivo non è ancora disponibile. Ma le linee guida dello schema sono abbastanza chiare da permettere a imprenditori e aspiranti imprenditori di prepararsi.
La notizia più importante per i nostri lettori è che lo schema conferma la garanzia diretta all'80% per alcune categorie di operazioni considerate strategiche: gli investimenti, la Nuova Sabatini, le start-up e le PMI innovative, le operazioni di importo ridotto e, appunto, il microcredito.
In altre parole, lo strumento pensato per chi ha meno garanzie da offrire continuerebbe a poter contare sulla copertura più alta.
Per i finanziamenti destinati alla liquidità, oggi garantiti con una copertura uniforme del 50%, lo schema prevede percentuali differenziate in base alla classe di merito creditizio dell'impresa, comprese tra il 40% e il 70%. La corrispondenza esatta tra classi e percentuali sarà definita dal provvedimento finale.
La conseguenza pratica è intuitiva: la qualità dei conti e della storia creditizia peserà ancora di più sulla garanzia ottenibile, e quindi sulle condizioni del finanziamento.
Non serve aspettare il decreto per cominciare. Serve arrivare preparati: con un progetto chiaro, conti leggibili e una richiesta coerente con le regole in vigore. Quando il testo definitivo sarà pubblicato aggiorneremo questa guida. Nel frattempo puoi approfondire come funziona il rating del Fondo di Garanzia e come migliorarlo.
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